Il dialetto poggiorsinese

22.09.2016 07:32 a cura di Rino Raguso (0 commenti)
Storia e origini del dialetto poggiorsinese

Il dialetto poggiorsinese è fondamentalmente quello parlato in origine dal primo nucleo di abitanti provenienti in massima parte da Gravina di Puglia e in numero minore da Altamura, Spinazzola, Trani, Molfetta, Terlizzi, Polignano, Candela.
Si è adeguato alla pronuncia gravinese anche il linguaggio degli abitanti provenienti da comuni di regioni diverse da quella pugliese: Solofra e Vallata della Campania, Terracina del Lazio, Matera e Rionero in Vulture della Basilicata.

Il linguaggio dei poggiorsinesi del primo gruppo di comuni, adeguato alla pronuncia del dialetto gravinese, deriva dalle lingue:
-dei popoli presenti in Puglia prima del secondo millennio a.c.;
-degli jàpigi (dauni, peucezi), che si stanziarono sul territorio pugliese tra il 2000 e il 1000 a.c, di origine indo-europea, provenienti dall’Illiria, attuale Dalmazia e dall’Epiro che si amalgamarono con le genti preesistenti; essi parlavano un idioma essenzialmente Illirico, di tipo indoeuropeo;
-dei popoli che hanno colonizzato la Puglia, greci, latini o romani, soprattutto, (IV secolo a.c.) greci-bizantini, germani (ostrogoti, longobardi, normanni, svevi), prima; francesi e spagnoli dopo la caduta definitiva dell'Impero Romano d'Occidente, (476.d.c.); per ragioni politiche, diversi popoli germani erano già presenti sul territorio italiano prima della caduta del predetto Impero Romano. Il dialetto ha subito anche influenze linguistiche arabe dei popoli saraceni che hanno invaso la Puglia.
Comunque, sul territorio pugliese erano presenti esseri umani già nel paleolitico inferiore (500.000 anni fa), dei quali, però, non si possono avere assolutamente tracce linguistiche.

Durante l’occupazione romana, in tutta l’Italia era usata come lingua principale il latino parlato o “volgare” o “ popolare”, derivato dal latino classico, che dopo la caduta del predetto Impero Romano si frantumò in tante parlate diverse o tanti dialetti, suddivisi in 2 tipi principali:
dialetti italiani settentrionali, dialetti italiani centro-meridionali e 2 idiomi con proprie caratteristiche (sardo e ladino).
I dialetti centro-meridionali comprendono 5 varietà: toscani, corsi, mediani, meridionali e meridionali estremi (salentino, calabrese, siciliano).
I dialetti meridionali sono rappresentati dai dialetti umbro-laziale-marchigiano, abruzzese-molisano, campano, lucano e pugliese (soltanto Capitanata o Daunia e Terra di Bari).
I dialetti neolatini dei gruppi predetti, hanno molte differenze tra loro, in quanto gli abitanti italiani rimasero divisi per molti secoli.
Con l’unità politica dell’Italia (dal 1859 al 1870), l’ex dialetto fiorentino divenne la lingua ufficiale per tutti, ma rimasero vivi i dialetti locali.

L’idioma attuale di Poggiorsini (Terra di Bari), costituito di parole della lingua Italiana trasformate in dialetto e di lemmi antichi (nèche, capèse, menìnne, accattè, pìle), ereditati dalle lingue dei popoli menzionati prima (illiri, greci, latini, germani, ecc), nel tempo si è differenziato dal dialetto di base di Gravina di Puglia, assumendo caratteristiche proprie, specialmente nella pronuncia e si è arricchito di nuove parole del lessico di cittadini di altri comuni (Corato, Ruvo, Santeramo in Colle, Grumo Appula, Irsina, ecc), stabilitisi in Poggiorsini.
E’ da notare, che le parole nzìne, cameracambre, prène, sùste, fanno parte del dialetto laziale; altre sono simili a parole del siciliano, ad esempio acchianàre=salire, poggiorsinese=anghianè, attuppatiedde=chiocciole, in poggiorsinese attuppè=tappare, scìnnere=scendere, in poggiorsinese=ascenne; altre, per esempio, tavùte, uagnòne, zaràffe, zèmbre, sono simili o uguali a parole del dialetto napoletano (tavùte, guaglione, zaràffe, zimmaro); la parola vorejie è usata anche nel Molise, a Roccaravindola di Montaquila.

Prof. Domenico CIRASOLE


Testi consultati: “LA LINGUA E IL NOSTRO MONDO” di Francesco Sabatini, “Loescher Eitore”, Torino; “POGGIORSINI” di M.D’Agostino, A.J. Di Palo, V.Mazzotta, p.a.S.Picerno, F.Raguso, V.A.Sirago.

Stralcio di parole antiche e moderne a cura del Prof. Domenico Cirasole

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